(a cura di Giancarlo Toràn)
Lo storico Logo della Pro Patria et Libertate Scherma (1881)
Nell'Italia unificata, dopo il 1860, sorsero, soprattutto al nord, varie Società ginnico sportive. Manifestavano, anche nel nome, i legami originari con le strutture militari, e con i recenti avvenimenti politici del nostro Risorgimento. Così, in Lombardia, dopo la Forza e Coraggio di Milano, la Gallaratese, la Varesina, e la Sempre Liberi di Cassano Magnago, nacque, nel 1881, la società di Ginnastica e Scherma Pro Patria et Libertate di Busto Arsizio: data dell’inizio “ufficiale” dell’attività schermistica che, certamente, si praticava in città anche prima. Che si praticasse la scherma risulta dai più antichi documenti conservati: che sono, purtroppo, molto pochi. L’attività schermistica è deducibile anche dalla prima foto di gruppo, del 1885, in cui si vedono maschere e sciabole dell’epoca. Si ignorano i nomi dei fondatori. I primi nomi di un presidente (Ernesto Castiglioni), e di un segretario (Antonio Marcerà) nel 1881, appaiono nel primo documento noto, che è del 1885, quattro anni dopo la fondazione, ed è un invito alla commemorazione della morte di Garibaldi: riporta, in alto a sinistra, sotto l'aquila ad ali spiegate, sopra gli attrezzi ginnici ed i cerchi concentrici di un bersaglio (il tiro a segno era un'altra delle attività regolarmente praticate nelle società sportive di allora), due spade incrociate. Sopra il simbolo (riportato nella riproduzione odierna della bandiera della Pro Patria Scherma), la scritta "Società Ginnastica". Ma, già nei documenti successivi, qualche anno dopo, appare esplicitamente, questa volta sotto il simbolo, la scritta "Società di Ginnastica e Scherma". Nel 1919 la "Pro Patria et Libertate" si sciolse per confluire nella nuova Società "Pro Patria et Libertate - Unione degli Sport Bustesi", che sostanzialmente univa le due forti Società ginniche concorrenti (l'altra era la Società Ginnastica Bustese Sportiva). Ma, nel nuovo Statuto, erano previste otto sezioni, fra cui la scherma: e "... Per le Sezioni di Scherma e Tiro al Volo ... i Soci pagheranno le sopraquote che saranno fissate dai regolamenti di tali Sezioni". Purtroppo, mancano quasi del tutto notizie sull'attività schermistica di quei tempi. Abbiamo, per ora, solo due piccole note. Una, fornitaci da Carlo Dell'Acqua, dice: "Abbiamo invece notizie di attività svolta nel decennio dal 1920 al 1930, quando un nutrito gruppo di allievi frequentava i corsi dei maestri Scognamiglio e Damiani, i quali, tendendo al perfezionismo della nobile arte, non hanno mai spinto tali atleti alla partecipazione a gare o tornei. Fra questi ricordiamo i tre fratelli Farioli, Peppino Garavaglia, Emilio Garavaglia, Giorgio Pensotti, praticanti specialmente sciabola e fioretto."
L'altra, trovata leggendo la pubblicazione del "Club 33" per il 60° anniversario, che cita la Prealpina: "La squadra di scherma (nel 1933) è fortissima ed è composta da: Ugo Farioli, Camillo Venzaghi, Mario Lualdi, Emilio Garavaglia, Peppino Cerana (trionfali vittorie sulle squadre di Milano e di Lodi)."
Le divisioni interne della Ginnastica portarono, in seguito, alla separazione dell’attività schermistica da quella ginnica. Ma, come risulta da rari documenti dell’epoca, in cui si ricordano, oltre ai già nominati maestri Scognamiglio e Damiani, i maestri o istruttori Trenta e Poli, si continuò a tirare di scherma, in sedi diverse: via Alberto da Giussano, e poi in via Lombroso.
La società di scherma rinacque definitivamente, con l’antico nome, nel 1952, e si affiliò alla Fis (Federazione Italiana Scherma), nell’anno successivo, per una regolare attività sportiva. Fondatori ne furono Enrico Mirelli e Franco Bosetto, che ne fu primo segretario, e presidente Luigi Giani. Maestro, Vincenzo Cannizzo, che vide emergere fra i suoi allievi un gruppo di spadisti di spicco: Bruno Pellegatta, che entrò anche nella nazionale assoluta (mondiali di Budapest, 1959); Sergio Fabrizi, che nel ’57 con Sergio Pozzi, e nel ’59 con Bruno Pellegatta, vinse due Universiadi a squadre; poi Carlo Dell’Acqua e, in seguito, Massimo e Achille Pellegatta e Augusto Garavaglia.
Il gruppo si sciolse intorno al 1962, e ne seguì un periodo di crisi avviato a soluzione quando, nel 1967, il gruppo dirigente si ricostituì sotto la guida di Enrico Mirelli, che passò la mano, l’anno successivo, all’attuale presidente, Cesare Vago. Da ricordare, fra gli appassionati sostenitori di quel periodo, e del precedente, Galeazzo Prati. Fu richiamato il maestro Cannizzo, ma anche altri maestri si alternarono, per periodi più o meno brevi: Dario Mangiarotti, Mario Ricci, Emilio Ponzi, Marcello Lodetti, e poi Gianni Muzio e Carlo Carnevali.
I problemi da risolvere erano due: un tecnico di valore, che garantisse la sua presenza con continuità; e una palestra adeguata, dopo la cessione al Comune della palestra di via Concordia, e le peregrinazioni da un luogo all’altro (uno spazio angusto nei locali della ginnastica, in via Ariosto; poi l’oratorio di via Goito) sostenuti solo dalla buona volontà di dirigenti, atleti e tecnici.
Infine, nel 1980, fu incaricato il maestro Giancarlo Toràn, che da allora è il responsabile tecnico dalla Società, mentre si metteva in luce un altro giovane di valore, Andrea Felli, anche lui nazionale di spada (Clermont-Ferrand, 1981). Ma restava il problema della palestra. Nel 1982 si trovò una sede adeguata, sotto l’IPC di via Torino, ed i risultati della Società tornarono in breve ad essere di vertice, superando poi tutti i precedenti. Dopo Andrea Felli, prematuramente scomparso, emersero tanti atleti di spicco in tutte le specialità della scherma. La Pro divenne in breve la prima società nel campionato lombardo, e fra le prime in Italia, con tantissimi titoli italiani in varie armi e categorie. In società è cresciuto il maestro Marco Malvezzi, che è entrato nello staff nazionale del fioretto. Ma sono i titoli mondiali - limitiamoci a quelli - a dare la misura del progresso della Società: a partire da quelli del maestro Toràn, ai mondiali dei maestri del 1982 (spada individuale e sciabola a squadre), per proseguire con il titolo dei cadetti di fioretto di Daniele Crosta a Tel Aviv (1987); il titolo under 20 di fioretto a Genova (1992) di Matteo Cazzani (vincitore anche della coppa del mondo), i tre mondiali militari a squadre di Crosta (due nel fioretto) e Carlo Pensa (nella sciabola), i due titoli mondiali assoluti con la squadra di fioretto femminile di Anna Giacometti, e quello under 20 di
Marta Cammilletti, sempre nel fioretto. Si potrebbe continuare con quelli europei: ultimo nel tempo quello under 20 di spada, a Porec, di Roberto Felli.
Infine, il bronzo a squadre di Daniele Crosta: una medaglia olimpica che è anche la prima di sempre di tutto lo sport cittadino. Mentre i titoli italiani continuano a fioccare, come quello vinto da
Carolina Erba, a Mestre, fra le under 20 di fioretto, la quale, subito dopo ha vinto le selezioni assolute per il nord Italia, partecipando in seguito ai mondiali di Linz.